COMUNICATO STAMPA
Alla Nuvola di Roma l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura propone un percorso nazionale di confronto, formazione e divulgazione sul futuro dell’ambiente costruito. In mostra i progetti di architettura realizzati dai soci INBAR.
ROMA – La crisi climatica, il consumo di suolo, la fragilità idrogeologica e l’invecchiamento del patrimonio edilizio impongono un cambio di prospettiva nel modo di progettare e trasformare le città. Non basta più intervenire sui singoli edifici: occorre leggere l’ambiente costruito come parte di un sistema più ampio, in cui acqua, energia, materiali, suolo, paesaggio e qualità dell’abitare sono elementi inseparabili.
Su questo presupposto ——650 Nazionale di 1522Bioarchitettura presenta01 il programma “Città Osmotiche”, una proposta culturale e operativa che interpreta la città come organismo capace di assorbire, filtrare e restituire qualità ambientale. Una città osmotica non è un modello astratto, ma una chiave di lettura per affrontare territori fragili, quartieri, spazi pubblici, infrastrutture e cantieri alla luce di una nuova responsabilità ecologica.
La presentazione avverrà a Roma, presso La Nuvola, nell’ambito di B-CAD, manifestazione dedicata al costruire sostenibile. Per INBAR sarà l’occasione per rafforzare il dialogo con il mondo delle professioni, le imprese, le amministrazioni pubbliche, gli Ordini professionali, le università, le istituzioni e gli interlocutori nazionali impegnati sui temi ambientali, a partire dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
La collaborazione con B-CAD non si configura come un centro di ricerca né come una struttura di raccolta dati, ma come un luogo di relazione e confronto. INBAR porta in questo percorso la propria esperienza maturata in oltre trentacinque anni di attività sui temi dell’abitare sano, della riqualificazione del territorio, della riconversione ecologica del settore edilizio e della formazione professionale. Il suo ruolo è creare attenzione, favorire connessioni, promuovere responsabilità e contribuire alla crescita culturale e tecnica dei diversi ambiti territoriali.
Al centro del programma vi sarà una mostra di progetti di architettura realizzati dai soci INBAR, pensata per rendere visibile il contributo concreto della bioarchitettura nei territori. L’esposizione sarà un’occasione per raccontare opere, esperienze e percorsi progettuali che hanno già affrontato, con approcci diversi, i temi della sostenibilità, della qualità ambientale, del rapporto con il paesaggio, dell’uso consapevole dei materiali e della cura dell’abitare.
La mostra avrà anche un valore di confronto: attraverso i progetti realizzati dai propri soci, INBAR intende dialogare con progettisti, istituzioni, imprese e cittadini, mostrando come la bioarchitettura non sia un linguaggio formale né una semplice etichetta ambientale, ma un metodo capace di incidere sulla qualità degli edifici, degli spazi pubblici e dei processi di trasformazione urbana.
Particolare rilievo sarà dedicato alla formazione. Attraverso i corsi sui Criteri Ambientali Minimi, sul principio DNSH, sulla progettazione sostenibile e sugli strumenti di valutazione ambientale, INBAR contribuisce ad aumentare il livello di consapevolezza e responsabilità nei diversi contesti professionali e amministrativi. La transizione ecologica, infatti, non può essere affidata soltanto alle norme: richiede competenze aggiornate, capacità di scelta e attenzione alle conseguenze concrete di ogni decisione progettuale.
A introdurre il significato culturale e istituzionale del programma sarà Anna Carulli, Presidente nazionale dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, con un intervento dedicato al ruolo della bioarchitettura nella trasformazione dei territori fragili.
| “La bioarchitettura non è un catalogo di soluzioni tecniche, ma una cultura del progetto che tiene insieme salute, ambiente, paesaggio, comunità e responsabilità pubblica. Con il programma Città Osmotiche vogliamo contribuire a costruire una nuova consapevolezza dell’abitare, capace di coinvolgere professionisti, istituzioni, imprese e territori.”
Anna Carulli, Presidente nazionale INBAR |
Con “Città Osmotiche”, INBAR propone dunque una nuova grammatica della trasformazione urbana: una città che respira, assorbe, filtra e restituisce. Una città capace di rispondere alla crisi climatica non solo con soluzioni tecniche, ma con una visione culturale, civile e progettuale dell’abitare.
Arch. Piero Luigi Carcerano
Presidente Commissione Comunicazione ed Editoria
Istituto Nazionale di Bioarchitettura – INBAR

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