In copertina: foto di Laura Pietra
Torna uno degli appuntamenti più attesi della divulgazione scientifica italiana. Dall’1 all’11 ottobre si svolgerà la XXIV edizione di BergamoScienza, il festival promosso dalla Fondazione BergamoScienza che, anno dopo anno, ha saputo consolidare il proprio ruolo come punto di riferimento nazionale e internazionale per la diffusione della cultura scientifica. Il tema scelto per il 2026 è “Convergenze”, un filo conduttore che attraversa discipline, linguaggi e approcci diversi, con l’obiettivo di mostrare come la collaborazione tra saperi sia oggi più che mai fondamentale per comprendere e affrontare le grandi sfide globali.

Il programma si presenta particolarmente ricco: oltre 200 eventi completamente gratuiti, tra conferenze, laboratori, spettacoli, concerti, mostre ed esperienze interattive, coinvolgeranno scienziati, ricercatori, divulgatori e artisti provenienti da tutto il mondo. Un’offerta ampia e trasversale che si rivolge a pubblici di tutte le età, dagli studenti agli appassionati, fino ai semplici curiosi.
L’apertura del festival, prevista per il 1° ottobre, sarà dedicata proprio al tema della cooperazione scientifica. Tre protagonisti – Piero Genovesi, Andrea Lausi e Chiara Montaldo – racconteranno, attraverso le loro esperienze, come la collaborazione internazionale sia oggi uno strumento essenziale non solo per produrre conoscenza, ma anche per costruire fiducia tra i popoli. A moderare l’incontro sarà il divulgatore Massimo Polidoro, con contributi video da contesti internazionali che arricchiranno ulteriormente il dibattito.
A chiudere la manifestazione, l’11 ottobre, sarà invece un dialogo originale e coinvolgente tra il fumettista Leo Ortolani e l’astronauta Paolo Nespoli, che porteranno il pubblico dietro le quinte della vita e del lavoro sulla Stazione Spaziale Internazionale, simbolo per eccellenza della cooperazione tra nazioni.
Tra gli ospiti più attesi spicca il Premio Nobel per la Chimica 2025 Susumu Kitagawa, protagonista di un incontro dedicato ai materiali metallorganici, innovazioni capaci di avere un impatto significativo nella lotta ai cambiamenti climatici, grazie alla loro capacità di catturare anidride carbonica e purificare l’acqua . Sempre sul fronte della ricerca spaziale, saranno presenti due figure di primo piano: l’astrofisica Jocelyn Bell, scopritrice delle pulsar, e Giovanna Tinetti, tra le massime esperte nello studio degli esopianeti, che offriranno uno sguardo sulle più recenti scoperte sull’universo e sulle possibilità di individuare forme di vita oltre la Terra.
Il festival dedicherà ampio spazio anche alla fisica e all’energia. Tra gli appuntamenti di rilievo, l’intervento di Francis Halzen sul progetto IceCube, il telescopio di neutrini situato al Polo Sud, e quello di Nicola Armaroli sulla transizione energetica, tema cruciale per il futuro del pianeta. Non mancheranno approfondimenti sulle nuove tecnologie, come gli Small Modular Reactors, e sulle prospettive della navigazione a zero emissioni.
Grande attenzione sarà riservata alle scienze della Terra e dell’ambiente. Il geofisico Daniel Rothman analizzerà le grandi crisi climatiche della storia del pianeta, mentre studiosi come Giorgio Vacchiano e Alessandro Aiuppa guideranno il pubblico alla scoperta delle foreste urbane e dei fenomeni vulcanici. Non mancheranno riflessioni sul rapporto tra clima, diritti e giustizia intergenerazionale, portate dalle attiviste dell’associazione “Anziane per il clima”.
Accanto alle scienze naturali, BergamoScienza 2026 offrirà un ampio spazio anche alla medicina e alle neuroscienze. Tra i temi affrontati: le nuove frontiere della bioingegneria, i meccanismi della memoria, il rapporto tra mente e corpo e le prospettive degli xenotrapianti. Interventi di studiosi di fama internazionale, come Jacob Hanna e Andrea Serino, permetteranno di esplorare i confini più avanzati della ricerca scientifica.
Non mancherà uno sguardo critico sulle tecnologie digitali e sull’intelligenza artificiale. La filosofa Sabina Leonelli rifletterà sull’etica dei Big Data, mentre il sociologo Antonio Casilli analizzerà il lavoro invisibile che sostiene lo sviluppo degli algoritmi. Un’occasione per interrogarsi sulle implicazioni sociali e culturali della rivoluzione digitale.
Il tema delle “Convergenze” si estenderà anche alle discipline umanistiche, con incontri dedicati al linguaggio, alla storia e alla filosofia della scienza. Tra questi, il dialogo tra Vera Gheno e Federico Faloppa sul potere delle parole e il loro impatto nella società contemporanea.
Un momento particolarmente significativo sarà dedicato a Rita Levi-Montalcini, a quarant’anni dal Premio Nobel. Il festival celebrerà la scienziata italiana con documentari, incontri e una mostra fotografica, offrendo una riflessione sulla sua eredità scientifica e culturale.
Accanto agli incontri scientifici, il programma prevede anche concerti e mostre. Tra gli eventi musicali spiccano le esibizioni di artisti internazionali nell’ambito del festival Contaminazioni Contemporanee, mentre le esposizioni accompagneranno il pubblico in percorsi che spaziano dalla crittografia alla storia della scienza.
Il festival sarà anticipato da una serie di appuntamenti, tra cui la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori e “La Scuola in Piazza”, un grande laboratorio a cielo aperto che coinvolgerà decine di istituti scolastici. Un modo per avvicinare i giovani al mondo della scienza in maniera diretta e partecipativa.
Tutti gli eventi sono gratuiti, con prenotazione online a partire dal 15 settembre, a conferma della volontà degli organizzatori di rendere la scienza accessibile a tutti . Con una proposta così ampia e articolata, BergamoScienza 2026 si conferma non solo come un festival, ma come un vero e proprio laboratorio di idee, capace di mettere in dialogo discipline diverse e di stimolare nuove prospettive sul futuro.

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