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Gaming e soft skill: come allenare la mente divertendosi

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Il gaming online non è più soltanto una forma di intrattenimento individuale. In numerosi contesti educativi e professionali, videogiochi e giochi digitali vengono osservati anche per il loro possibile contributo allo sviluppo di competenze trasversali, dalle capacità decisionali alla collaborazione. Il punto non riguarda il semplice fatto di giocare, ma le attività cognitive e relazionali richieste da determinati titoli e dalle dinamiche che li caratterizzano.

Un esempio evidente è il problem solving. Nei videogiochi strategici, nei puzzle game e nelle avventure interattive occorre individuare un problema, raccogliere informazioni, valutare le alternative e verificare rapidamente se la soluzione adottata funziona. Titoli come Portal 2, per esempio, richiedono di combinare elementi dell’ambiente e prevedere le conseguenze delle proprie azioni. In giochi strategici come Civilization VI, invece, le decisioni devono tenere conto di risorse limitate, obiettivi differenti e conseguenze che possono manifestarsi anche molte mosse dopo.

La capacità decisionale viene allenata anche nei giochi competitivi. In un match di League of Legends o Valorant, scegliere quando attaccare, arretrare, modificare una strategia o utilizzare una risorsa può richiedere pochi secondi. L’errore non viene eliminato, ma diventa parte del processo di apprendimento: dopo una partita è possibile analizzare ciò che è accaduto e modificare il comportamento nel tentativo successivo.

La dimensione multiplayer introduce invece una componente legata alla collaborazione. Nei giochi a squadre i risultati dipendono dalla capacità di comunicare, distribuire i compiti e adattarsi alle decisioni degli altri partecipanti. Overwatch 2, Fortnite nelle modalità a squadre e numerosi giochi cooperativi richiedono, con modalità differenti, di coordinarsi con compagni che possono avere ruoli e obiettivi specifici. In questi ambienti la prestazione individuale non coincide necessariamente con quella del gruppo.

Anche la gestione del tempo rappresenta una competenza sollecitata da alcune esperienze di gioco. Pianificare una sessione, stabilire priorità tra obiettivi e distribuire le risorse disponibili sono attività frequenti nei titoli gestionali e strategici. In The Sims, per esempio, il giocatore deve organizzare attività e bisogni dei personaggi all’interno di intervalli temporali; nei giochi strategici in tempo reale, invece, la priorità assegnata alle diverse azioni può determinare direttamente l’esito della partita.

Ormai i videogiochi si sono talmente evoluti e sono diventati così competitivi che approcciarli per puro diletto e senza una minima preparazione significa quasi sempre perdere. Insomma, anche le combinazioni di tasti sul pad possono essere associate a specifiche strategie. Avere un’idea di gioco è ormai essenziale, un po’ come avviene nello sport o anche nei più tradizionali giochi di carte, ragion per cui ancora oggi c’è chi studia attraverso il web le regole del burraco o come giocare a blackjack online per non sfigurare davanti ad amici ed estranei.

Il rapporto tra gaming e formazione è stato esplorato anche dalla ricerca scientifica. Gli studi sulle cosiddette game-based learning activities hanno analizzato l’impiego di giochi e simulazioni per favorire apprendimento, motivazione e capacità di risolvere problemi. In ambito lavorativo, alcune aziende utilizzano inoltre simulazioni e videogiochi seri per esercitare competenze specifiche, come la gestione delle emergenze, la comunicazione o il coordinamento di gruppo.

Va però sottolineato come non tutti i videogiochi sviluppano automaticamente le stesse abilità e il tempo trascorso davanti allo schermo, da solo, non costituisce una prova di crescita delle soft skill. Il valore formativo dipende soprattutto dalle meccaniche del gioco, dagli obiettivi e dalla possibilità di riflettere sulle strategie adottate. Per questo, nei percorsi educativi, il gaming viene sempre più spesso affiancato a momenti di confronto e analisi dell’esperienza, trasformando una partita in un’occasione concreta per osservare come si prendono decisioni, si gestiscono gli errori e si lavora insieme.

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