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L’Università Popolare degli Studi di Milano è una Università Internazionale riconosciuta dal Miur

Continuiamo a parlare di Università Private in Italia. Dopo avere parlato di Università prive di riconoscimento giuridico (le cui lauree non sono riconosciute assolutamente dal Miur) come l’University of People tradotta in italiano con il termine l’Università della Gente, di cui ha parlato compiutamente il quotidiano “La prima Pagina” in un articolo contro le Università farlocche, ci occupiamo della Università Popolare di Milano, o Università Popolare degli Studi di Milano, riconosciuta dal MIUR come università internazionale e autorizzata ad emettere titoli riconosciuti nel nostro Paese.

Nella foto a sinistra il regista Stefano Alleva viene Premiato dall’Università Popolare degli Studi di Milano con il Premio Gabriele d’Annunzio consegnato dal Presidente Marco Grappeggia
In Italia non è l’unica Università “non italiana” ma “internazionale” riconosciuta: pensiamo ad esempio  alla presenza a Roma della John Cabot University e della American University of Rome. 

L’Università Popolare di Milano ha una storia di oltre 100 anni, come molte altre università popolari che sparse in tutta Italia nascono sul finire del XVIII secolo o inizi XIX. La nascita dell università popolari (da non confonderle con l’Università della Terza Età) è da fare risalire a un tempo in cui l’accesso all’istruzione era molto limitato: solo le classi più ricche e aristocratiche potevano permetterselo.

Non è vero che queste sono nate, come si legge a volte per svolgere attività rivolte al tempo libero: come corsi di pittura, corsi di judo, corsi di yoga. Le università popolari nascono proprio per coprire l’esistenza di offrire, spesso in maniera volontaria, accesso all’istruzione alle classi più disagiate e povere.

Oggi queste università rilasciano, anche se non sempre, un attestato di partecipazione, e lo scopo è quello di imparare, apprendere, e il titolo non ha alcun riconoscimento legale. Tuttavia esistono delle eccezioni. Come l’Università Popolare degli Studi di Milano.
Proprio per distinguersi dalle altre Università Popolari, quella di Milano si fa chiamare Università “degli Studi”, perché in realtà è una università internazionale, dato che opera anche in altri paesi di cui parleremo tra poco.
L’Università Popolare degli Studi di Milano può rilasciare titoli in Italia? Assolutamente si, grazie al trattato di Lisbona. Sulla Gazzetta Ufficiale si legge infatti che:

L’università Popolare degli Studi di Milano è regolarmente iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche n° 58241FKL M.I.U.R. Membro della Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane (Personalità Giuridica D.M. Università del 21/05/1991 – Gazzetta Ufficiale del 30/08/1991 n°203 anno 132°).
Autorizzata il 14.10.2011 (Roma), con presa d’atto Ministeriale, prot. 313, MIUR Ministero dell’Istruzione – Università – Ricerca; Trastevere 76/A – 00153 Roma, F.to., il sottosegretario del MIUR Senatore Guido Viceconte per rilasciare i titoli accade- mici e con approfondimento di presa d’atto del 14.10.2011 a cura della segreteria Tecnica del Sottosegretario Senatore Guido Vice- conte prof. Roberto Leoni; Dirigente Tecnico -a r. – Consulente che conferma la piena capacità giuridica di svolgere la formazione e rilasciare titoli accademici con valore legale (in virtù di sede della UUPN) in conformità della Convenzione di Lisbona (25-7-2002 supplemento ordinario della gazzetta ufficiale serie generale n.173) Lisbona 11 aprile 1997 “ Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella regione europea” in virtù e rispetto della convenzione. 

L’Università Popolare (internazionale) degli Studi di Milano ha voluto proprio per estrema trasparenza pubblicare tutti gli atti che confermano il riconoscimento ufficiale da parte del MIUR, e anche da parte di Albi particolari ai quali chi si laurea presso questo ente può accedere.

ISCRIZIONE AD ALBI DI STATO 

Lo dice il DPR n. 328/2001 che permette a chi lo desideri di svolgere questo semestre prima del conseguimento della laurea, direttamente nel corso di studi universitario, alla sola condizione che venga stipulata una convenzione fra l’Università ed il Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.

Alla data del 5 ottobre 2016 i Corsi di laurea convenzionati sono in numero di 209 e come è possibile visionare l’Università Popolare di Milano insieme ad altre Università è inserita nella Convenzione per lo svolgimento del tirocinio professionale durante il corso di studi universitario.

In particolare dal DIPARTIMENTO DI ECONOMIA, INGEGNERIA ED AGRIBUSINESS
– Classe L-7 “Ingegneria Civile e Ambientale”
– Classe L-18 “Scienze dell’Economia e della gestione aziendale”
– Classe L-26 “Scienze e Tecnologie alimentari”

OLTRE ALL’ITALIA DOVE OPERA L’UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO? 

Ci sono numerose università nel mondo che operano come l’Università Popolare di Milano e prima ne abbiamo citate due. Dove opera dunque questo Ateneo?

L’Università Popolare degli Studi di Milano opera in Costa d’Avorio e in Burkina Faso dove esistono dei gemellaggi e l’intento dell’Università di aiutare nello studio persone che sono più in difficoltà di noi, aiutarle proprio nel loro paese di origine.

Qualcuno si è chiesto come mai proprio questi due paesi africani e non per esempio un paese europeo. Per un motivo principale: le università popolare sono nate in un periodo in cui l’istruzione in Italia non era accessibile ad alcuni strati della popolazione. Oggi non è più così: in Italia chiunque può accedere all’istruzione a qualsiasi livello e dunque una Università come era pensata per le masse popolari non avrebbe più senso di esistere.

L’Università Popolare degli Studi di Milano è da anni impegnata con colleghi del Nord Africa per portare istruzione qualificata in paesi in via di sviluppo come Costa d’Avorio e Burkina Faso. Il 4° da sinistra è il Presidente Marco Grappeggia
È per questo che da alcuni anni la popolare si sta rivolgendo al di fuori dall’europa, prendendo sotto la sua tutela paesi e centri di formazione che hanno un effettivo bisogno di essere aiutati. Avrebbe potuto scegliere qualche paese nell’est asiatico, questo è vero, ma un po’ per praticità (il Nord Africa è molto più vicino) e un po’ perché da qualche parte si doveva pur iniziare, le attività si sono concentrate principalmente in Burkina Faso e in Costa d’Avorio.

L’UNIVERSITÀ POPOLARE NON È L’UNICA A OPERARE IN AFRICA 

Arrivano spesso commenti che chiedono: come mai l’Università Popolare degli Studi di Milano lavora proprio in Costa d’Avorio e in Burkina Faso? A parte il fatto che l’Università avrebbe potuto partire da qualsiasi altro paese verso cui le relazioni italiane sono stabili, ma per una serie di ragioni (anche di conoscenza e stima con alcuni centri e docenti di formazione locali) si è preferito iniziare con questi due paesi.

E l’Università Internazionale non è l’unica. Se guardata ad esempio a questo link vedrete come anche Università italiane hanno stretto rapporti di collaborazione in Burkina Faso e in particolare con l’Université de Ouagadougou. E poi ecco le Università sempre italiane che hanno stretto accordi con le sedi universitarie della  Costa d’Avorio.

CI SONO CORSI DI INGEGNERIA CIVILE

Oltre alle “facoltà” di sociologia, scienze Politiche e scienze della comunicazione, l’università popolare di Milano promuove ancora corsi di “Ingegneria Civile e Ambientale” che permettono l’iscrizione all’Albo degli Agrotecnici. È tutto autorizzato dal MIUR, al contrario di qualche commento negativo che si leggere qua e là in giro sulla rete. E i documenti di autorizzazione sono facilmente visibili: Li trovate qui.

L’università popolare di Milano è riconosciuta dal MIUR nel sistema universitario italiano, e chi afferma il contrario come è già avvenuto in passato è stato querelato. Del resto un ente privato e internazionale come l’Università Popolare ha tutto il diritto di appellarsi alla legge. Con una querela anche al Miur e al CIMEA che finora non hanno annullato alcun documento che permette e permetterà l’Università di svolgere le sue regolari funzioni formative.
Fino a che su Gazzetta Ufficiale l’ente ha il permesso di svolgere funzioni formative ed erogare titoli riconsciuti, tali titoli hanno valore e lo avranno anche nel caso, ipotetico, il Miur non concedesse più l’autorizzazione a svolgere attività in Italia. Fermo restando che l’università in quanto internazionale potrà svolgere le sue funzioni in qualsiasi altro paese europeo ed extrauropeo.
Tra l’altro è possibile, con la laurea dell’Università Popolare, frequentare e farsi riconoscere crediti universitari come per qualsiasi altra università internazionale: è  ovvio che a decidere sarà sempre per ultimo il Consiglio dei professori dell’Ente a cui si farà richiesta.

Qualcuno chiede: come mai l’Università Popolare degli Studi di Milano non è nell’elenco ufficiale delle università riconosciute dal MIUR? Ripetiamo: questa università è una università internazionale e per questo non assimilabile a una università italiana. Del resto anche se risiedono a Roma, nell’elenco del MIUR non ci sono neppure le Università John Cabot University o della American University of Rome.

Dall’Università ci informano che la querela per diffamazione è stata presentata a marzo di quest’anno presso il Tribunale di Milano. Purtroppo ci vorranno mesi per ottenere un risultato, ma arrivano già le prime condanne da parte di chi nel 2015 ha diffamato un membro del senato accademico:

“La prima sentenza dal tribunale arriva subito e si fa sentire severamente!” ci spiega il presidente di Ateneo. “Il tribunale di Verbania ha condannato infatti a 9 mesi in sede penale e l’esito futuro in sede civile di 800.000€ di danni saranno donati per cause di ricerca scientifica”.

Ne parla anche La Prima Pagina

Dunque basterà attendere qualche mese, perché la giustizia faccia il suo corso.

Curiosamente, lo stesso sito farlocco prende di mira Università Italiane di tutto rispetto come LIUC (Libera Università di Castellanza), e alcuni docenti della Bocconi e de La Sapienza, diffamandoli pesantemente. Evidentemente chi ha realizzato il sito non si sente conto che tale comportamento oltre a essere poco serio, comporta dei danni di immagine quantificabili in centinaia di migliaia di euro che andranno dibattuti in sede penale e civile.

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