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Materia Oscura: nuova rivista con intervista inedita al Nobel Reinhard Genzel

Il Premio Nobel Reinhard Genzel con alle spalle il Buco Nero da lui scoperto (elaboratzione AI)

C’è un incontro, nel primo numero di Materia Oscura, che sembra riassumere perfettamente lo spirito della nuova rivista: quello tra scienza e immaginazione

materia-oscura-genzelNel numero inaugurale, Materia Oscura 01 – L’anomalia, compare infatti un’intervista inedita a Reinhard Genzel, Premio Nobel per la Fisica 2020, realizzata da Raffaele Mazzilli, legato al mondo del Max Planck Institute. Un dialogo dedicato a uno degli oggetti più estremi e affascinanti dell’Universo: il buco nero supermassiccio Sagittarius A*, al centro della Via Lattea.

Raffaele Mazzilli è un professionista della ricerca e della comunicazione scientifica legato al sistema Max Planck. Il profilo ufficiale del Max Planck Institute for Solid State Research lo indica nell’ambito delle Public Relations, mentre il suo percorso formativo comprende l’Università degli Studi di Torino e un dottorato conseguito presso la FAU Erlangen-Nürnberg.

È proprio la familiarità con l’ambiente della ricerca internazionale a rendere particolarmente interessante l’intervista pubblicata su Materia Oscura: Mazzilli porta il lettore direttamente a confronto con uno dei protagonisti della moderna astrofisica.

L’intervista, come emerge dalle pagine della rivista, non si limita alla celebrazione della scoperta del buco nero galattico, ma entra nelle domande ancora aperte della fisica: la singolarità, la relatività generale, la soluzione di Schwarzschild, quella di Kerr, il teorema “no-hair” e il rapporto ancora irrisolto tra relatività e meccanica quantistica.

È, in altre parole, un’intervista che parte da ciò che sappiamo per arrivare a ciò che ancora non sappiamo.

Chi è Reinhard Genzel, Premio Nobel per la Fisica

Reinhard Genzel è uno degli astrofisici che hanno contribuito in maniera decisiva a dimostrare l’esistenza del buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea.

Nel 2020 ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica, condividendo metà del premio con Andrea Ghez, “per la scoperta di un oggetto compatto supermassiccio al centro della nostra galassia”; l’altra metà fu assegnata a Roger Penrose per i suoi risultati teorici sui buchi neri nella relatività generale.

Genzel e il suo gruppo hanno seguito per decenni le stelle che orbitano nella regione centrale della Via Lattea. Osservando con strumenti sempre più sofisticati le loro traiettorie è stato possibile ricostruire la presenza di una enorme massa concentrata in una regione estremamente piccola: Sagittarius A*.

Il lavoro è stato condotto anche attraverso strumenti installati sui telescopi dell’ESO, tra cui il Very Large Telescope e il Very Large Telescope Interferometer. Le osservazioni della stella S2 hanno fornito inoltre importanti verifiche degli effetti previsti dalla relatività generale in prossimità di un oggetto supermassiccio.

Il risultato è una delle grandi conquiste dell’astronomia moderna: non possiamo osservare direttamente un buco nero come osserviamo una stella, ma possiamo vedere gli effetti della sua gravità sull’ambiente circostante.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che rende l’intervista di Materia Oscura particolarmente affascinante.

«Nel cuore della Via Lattea c’è davvero un buco nero»

Il titolo dell’intervista pubblicata sulla rivista è:

«Nel cuore della Via Lattea c’è davvero un buco nero»

La conversazione ripercorre la storia della ricerca sui buchi neri partendo dalla relatività generale di Einstein e dalla soluzione di Schwarzschild.

Ma il punto più interessante è forse quello in cui la discussione arriva ai limiti delle nostre conoscenze.

Genzel affronta infatti il problema della singolarità, cioè quella regione nella quale le equazioni della relatività generale conducono a condizioni estreme che la fisica attuale non riesce ancora a descrivere completamente.

È qui che la scienza incontra una delle sue grandi frontiere: una futura teoria quantistica della gravità potrebbe essere necessaria per comprendere cosa accade realmente in condizioni così estreme.

L’intervista affronta inoltre la soluzione di Roy Kerr, relativa ai buchi neri rotanti, e il celebre teorema “no-hair”, secondo il quale le proprietà fondamentali di un buco nero possono essere descritte attraverso un numero estremamente limitato di parametri, come massa e momento angolare.

Sono argomenti difficili, ma proprio per questo sorprendenti se inseriti all’interno di una rivista che nasce nel territorio della fantascienza e del fantasy.

Perché un Premio Nobel in una rivista di fantascienza?

È questa forse la domanda più interessante.

Perché mettere un’intervista a un Premio Nobel per la Fisica accanto a racconti di fantascienza, fantasy, solarpunk, sistemi magici e narrativa weird?

La risposta è nello stesso concetto di “anomalia” scelto come tema del primo numero.

Nella scienza, un’anomalia può essere qualcosa che non coincide con ciò che ci aspettavamo. E proprio quella discrepanza può costringere gli scienziati a formulare una nuova ipotesi.

Nella fantascienza, invece, l’anomalia può diventare l’evento che rompe le regole di un mondo e dà origine a una storia.

La domanda è la stessa: cosa succede quando la realtà non si comporta come pensavamo?

È proprio su questo confine che Materia Oscura costruisce la propria identità. Il primo numero contiene cinque racconti selezionati attraverso un bando, approfondimenti sull’anomalia nella scienza e nella narrativa, contributi sul solarpunk e sui sistemi magici e recensioni di fantascienza, fantasy e weird.

Materia Oscura debutta a Stranimondi

Il progetto, diretto da Claudio Secci con Giuliano Olivotto come vicedirettore, sarà presentato ufficialmente a Stranimondi 2026, a Milano, il 17 e 18 ottobre, negli spazi di Gadames 57.

Materia Oscura sarà presente allo stand R24 del Collettivo Scrittori Uniti, dove il pubblico potrà conoscere il progetto e sfogliare il primo numero.

La scelta di Stranimondi appare particolarmente significativa: è proprio nel luogo in cui si incontrano lettori, autori e appassionati del fantastico che una rivista come Materia Oscura può presentare la propria idea di contaminazione tra narrativa, scienza, divulgazione e immaginazione.

Il primo numero è già acquistabile su Amazon

Non bisogna però aspettare Stranimondi per leggere l’intervista a Reinhard Genzel.

Materia Oscura 01 – L’anomalia è già disponibile in edizione cartacea su Amazon; l’edizione ebook è invece prevista prossimamente.

Acquista Materia Oscura 01 – L’anomalia su Amazon

Il primo numero rappresenta quindi un interessante esperimento editoriale: cinque racconti, fantascienza, fantasy, divulgazione scientifica, recensioni e un’intervista esclusiva a un Premio Nobel convivono nello stesso progetto.

E forse è proprio questo il senso del titolo L’anomalia: andare alla ricerca di ciò che non segue lo schema previsto.

Perché nella scienza, come nella fantascienza, le domande più interessanti spesso cominciano proprio quando qualcosa non torna.

 

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