Tre Distretti Rotary e undici Club Rotary hanno unito le forze per sostenere la ricerca pediatrica: all’Ospedale Regina Margherita di Torino sono state infatti fornite nuove attrezzature dedicate allo studio dell’osteosarcoma.
A Torino, grazie al supporto del Rotary International, la Biobanca di ricerca dell’Ospedale Infantile Regina Margherita è stata potenziata, completata e collaudata. Questo miglioramento rafforza le attività di studio dell’osteosarcoma nei bambini e negli adolescenti, una malattia rara e complessa.
Il progetto di servizio, intitolato “L’osteosarcoma dei bambini e degli adolescenti: nuovi bersagli terapeutici”, nasce dall’impegno del Comitato InterPaese Italia/Francia, realtà rotariana creata per favorire dialogo e collaborazione tra i due Paesi. Da qui l’idea di sviluppare due iniziative parallele: una in Francia, a sostegno dell’Ospedale Leon Bérard di Lione (già realizzata), e una in Italia, a favore dell’Ospedale Regina Margherita di Torino (ora completata), entrambe orientate al progresso della ricerca oncologica.
Il risultato raggiunto è stato possibile grazie alla progettazione e ai fondi messi in campo nell’anno rotariano 2024/2025 dal Distretto 2031 (Nord Piemonte e Valle d’Aosta), dai Distretti francesi 1780 e 1680, e da undici Club italiani e francesi: Valle Mosso (capofila, con un ringraziamento speciale a Fulvio Morezzi per il contributo determinante), Ciriè Valli di Lanzo, Chivasso, Pinerolo, St. Jean de Maurienne, Sant’Andrea Vercelli-Santhia’-Crescentino, Susa Val Susa, Torino Nord, Torino Sabauda, Torino Subalpina, Valsesia.
Con il contributo del Rotary è stata completata la dotazione tecnologica della Biobanca, con installazione e collaudo di tutte le apparecchiature. Sono stati inoltre verificati locali e sistemi (linea azoto, sensori e piattaforma di allarme) e sono stati validati i processi secondo procedure standard, in linea con i requisiti necessari per puntare all’Accreditamento ISO 20387. In pratica, la Biobanca viene ulteriormente rafforzata come infrastruttura capace di raccogliere, conservare e mettere a disposizione campioni biologici in sicurezza, aprendo la strada a nuovi bersagli terapeutici e a cure sempre più personalizzate.
La consegna ufficiale del Service si è svolta nell’Aula Magna universitaria dell’Ospedale Regina Margherita.

Ad aprire la cerimonia, Felice Invernizzi, Governatore del Distretto 2031, ha sottolineato che il progetto mostra cosa diventa possibile quando si collabora oltre i confini dei singoli Club e persino delle nazioni. Nel suo videomessaggio, Vincenzo Carena, Governatore Distrettuale nell’A.R. 24/25 e finanziatore diretto dell’iniziativa, ha ribadito come il gioco di squadra sia ormai parte strutturale del Rotary, e come l’orizzonte internazionale dell’azione rotariana sia sempre più solido. Anche Luigi Viana e Marie France Schoebel, Presidenti italiano e francese del Comitato InterPaese, hanno evidenziato che l’evento stesso rappresenta una prova concreta di una progettualità cresciuta attraverso il dialogo tra due realtà nazionali diverse ma convergenti.

Il traguardo raggiunto al Regina Margherita viene letto anche come base per ripartire verso nuovi obiettivi, pur tenendo conto delle difficoltà economico-finanziarie con cui si confronta anche l’impegno internazionale del Rotary: è quanto hanno richiamato Alberto Marcalli e Christian Philippot, referenti distrettuali italiano e francese della Rotary Foundation. A chiudere gli interventi rotariani, Matilde Vittoz, Governatrice Eletta del Distretto 1780, ha sintetizzato il senso della giornata come la costruzione di un ponte di amicizia e collaborazione proiettato nel futuro prossimo.

Successivamente, la Prof.ssa Franca Fagioli, Direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino del Regina Margherita, presentata dal Prof. Roberto Rigardetto, Professore Emerito presso lo stesso ospedale, ha ricordato che sostenere la ricerca pediatrica significa investire nel futuro, perché i progressi scientifici possono trasformarsi in più anni di vita e migliore qualità per i piccoli pazienti. La Dr.ssa Katia Mareschi, con un intervento tecnico, ha poi illustrato utilizzo, scopi e potenzialità delle nuove apparecchiature.
Infine, una targa collocata all’ingresso dei laboratori di ricerca non vuole celebrare soltanto la generosità del Rotary, ma soprattutto la scelta quotidiana di solidarietà e servizio che caratterizza l’impegno di ogni Rotariano.
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