La storica collana Mondadori celebra un traguardo importante con una finale dal vivo al MUFANT, annunciando i dieci finalisti di un’edizione ricca di idee e talenti
C’è un appuntamento che ogni anno segna il calendario di chi ama la fantascienza italiana, un momento atteso tanto dagli appassionati lettori quanto dagli scrittori emergenti che sognano di vedere il proprio nome stampato su una delle collane più iconiche d’Italia. Quell’appuntamento si chiama Premio Urania Short e nel 2026 raggiunge un traguardo simbolico: la sua decima edizione. E per celebrare questo anniversario nel modo giusto, la cerimonia di premiazione si terrà per la prima volta in assoluto dal vivo, in una delle città italiane più legate alla cultura del fantastico: Torino.
Una storia lunga quasi un decennio
Il Premio Urania Short è un concorso letterario annuale di fantascienza assegnato a un racconto italiano inedito. È stato bandito da Urania — la nota collana specializzata pubblicata da Mondadori — a partire dal 2017. La vincita consiste nella pubblicazione dell’opera nella collana, in appendice al romanzo vincitore per quell’anno del Premio Urania.
Il 21 marzo 2017 fu pubblicato sul blog di Urania il bando per la prima edizione del premio letterario Urania Short per il miglior racconto italiano inedito di fantascienza. In occasione della prima edizione il bando prevedeva che finalisti e vincitore venissero scelti dalla redazione, ma nel bando per il 2018 la formula cambiò, prevedendo il voto dei lettori con la pubblicazione nel mese di novembre dei tre finalisti.
Nel corso di questi anni il premio ha saputo scoprire e valorizzare voci nuove e originali del panorama narrativo italiano. Scorrendo l’albo d’oro, la prima edizione del 2017 la vinse Linda De Santi con Saltare avanti, pubblicato sul numero 1648 di Urania; nel 2018 fu la volta di Massimiliano Giri con I polmoni del nuovo mondo (numero 1660); nel 2019 vinse Fabio Aloisio con Mercy (numero 1672); nel 2020 Michela Lazzaroni con Un patto equo (numero 1684); nel 2021 Elisa Franco con Lo stato gassoso dei fantasmi (numero 1696); nel 2022 Alessandro Montoro con La causa fantasma (numero 1707); nel 2023 Lorenzo Davia con Testimone vivente (numero 1719); nel 2024 Martina Scalzerle con Padre e figlio (numero 1731).
L’edizione 2025 — la nona — ha consacrato Giuliano Olivotto con il racconto La sfera degli dei, pubblicato in appendice al romanzo Occhi dal cielo di Elia Gonella, vincitore del Premio Urania per opere lunghe. Vale la pena notare che Giuliano Olivotto compare anche tra i finalisti dell’edizione 2026 con un nuovo racconto, Il cubo delle dee, a conferma della sua prolificità e della continuità qualitativa della sua scrittura.
Il format del concorso
Il Premio Urania Short si inserisce all’interno di un ecosistema premiale più ampio che ruota attorno alla collana Urania Mondadori. Il concorso è aperto a tutti e si può partecipare con quanti elaborati si desidera. Le opere devono essere inedite — possono aver partecipato ad altri concorsi, ma non devono essere mai state pubblicate, neanche online — e devono essere in lingua italiana.
Nel corso degli anni il meccanismo di selezione si è raffinato. Se nelle prime edizioni erano i lettori a votare tra i tre finalisti pubblicati in anteprima sulla rivista, a partire dal 2025 il format è cambiato: niente più voto popolare. I finalisti sono dieci e solo il vincitore, annunciato a maggio, viene pubblicato a ottobre in appendice al romanzo vincitore del Premio Urania per opere lunghe. Una scelta che restituisce alla giuria professionale il ruolo di arbitro finale, garantendo criteri di valutazione più uniformi e omogenei.
La decima edizione e la grande novità: la finale dal vivo
Il 2026 porta con sé una novità assoluta nella storia del premio. Grazie alla collaborazione tra il MUFANT e Franco Forte, direttore editoriale della collana, la cerimonia di premiazione del Premio Urania si terrà per la prima volta dal vivo. Un salto qualitativo che trasforma quello che era stato fino ad ora un annuncio digitale in un vero e proprio evento culturale aperto al pubblico.
Il racconto vincitore sarà reso noto durante la cerimonia di premiazione che si terrà sabato 9 maggio alle ore 17.30 a Torino, presso il MUFANT — Museo del Fantastico e della Fantascienza, in piazza Riccardo Valla 5 — nell’ambito del Salone Off del Salone del Libro di Torino, e sarà pubblicato nel fascicolo di Urania di ottobre, in appendice al romanzo vincitore del Premio Urania 2025 per opere lunghe.
La giornata del 9 maggio prevede un programma articolato: alle 16:00 l’inaugurazione della mostra dedicata a Franco Brambilla con visita guidata con l’artista; alle 16:45 un talk intitolato “I premi Urania”, una tavola rotonda con i vincitori del Premio Urania; e alle 17:30 la cerimonia di premiazione vera e propria, con l’annuncio sia del vincitore del Premio Urania 2025 per opere lunghe, sia del vincitore del Premio Urania Short 2026.
L’evento fa parte del progetto “Profezie artificiali”, vincitore dell’Avviso pubblico “Torino, che cultura!”. Si accede con i biglietti standard del Museo.
Il MUFANT: un tempio del fantastico
La scelta del MUFANT come sede della finale non è casuale. Il Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino è uno dei luoghi più significativi d’Italia per chi ama il genere, ed è da tempo partner culturale della collana Urania. In rappresentanza del MUFANT siede nella giuria del premio Paolo Bertetti, coordinatore scientifico del museo, insieme a Silvia Casolari e Davide Monopoli. Il legame tra l’istituzione torinese e il mondo della fantascienza italiana è dunque profondo e consolidato, e ospitare la finale del premio più importante per il racconto breve di genere rappresenta una naturale evoluzione di questa collaborazione.
I dieci finalisti del 2026: le storie in gara
La redazione di Urania, dopo aver valutato i racconti partecipanti alla decima edizione del Premio Urania Short, ha selezionato dieci opere finaliste che si contenderanno la vittoria. Eccole in ordine alfabetico per autore:
C.B. Carrer con Le anime di Pècol apre la lista con un titolo evocativo che richiama atmosfere alpine e forse ancestrali. Nicola Catellani, già finalista del Premio Urania per opere lunghe in edizioni precedenti, porta in gara Bonifica imperfetta, un racconto che nel titolo stesso sembra contenere la tensione tra aspirazione umana e limitazione. Andrea Carlo Caverzaschi propone Una pallottola per ammazzare il tempo, un titolo che gioca con il tema del tempo in modo quasi noir, suggerendo trame di genere ibrido tra fantascienza e hard-boiled.
Carlotta F. Leone presenta Il silenzio di Cronos, dove la divinità del tempo si fa metafora di qualcosa che tace, che attende, che pesa. Giuseppe Mascolo intitola il suo racconto Cronofagia — letteralmente “divorare il tempo” — un neologismo che da solo apre mondi narrativi. Giuliano Olivotto, vincitore dell’edizione 2025, torna in gara con Il cubo delle dee, proseguendo il proprio dialogo con temi cosmici e mitologici.
Angelo Maria Perongini porta il lettore oltre l’atmosfera terrestre con Quegli anni su Agalia, ambientato evidentemente su un pianeta o un sistema lontano. Jacopo Saba propone La profezia di M.I.N.U., che nel nome in maiuscolo dell’entità protagonista suggerisce un’intelligenza artificiale o un sistema computazionale con capacità predittive. Italo Sciacca si avventura in La stella morente, tema classico e potente della fantascienza, capace di contenere tanto epica cosmica quanto riflessione sulla mortalità. Chiude la rosa Claudio Secci con Un equo baratto, che nel titolo porta in sé un interrogativo filosofico: cosa si scambia, e a quale prezzo, quando l’equità è in gioco?
C’è da dire che l’ultimo nominato (ma non per importanza) Claudio Secci non è solo uno scrittore: è anche un costruttore di comunità letteraria. Nel 2018 ha fondato il CSU — Collettivo Scrittori Uniti — per autori emergenti ed esordienti, che oggi conta oltre 400 iscritti. È ideatore del progetto Space Land di Land Editore e curatore responsabile della sezione fantascienza, nonché direttore della rivista letteraria Spazio Lettura – oltre l’autore. È responsabile dei corsi di storytelling (PON) nelle scuole medie e superiori del Piemonte, è stato giurato per diversi concorsi letterari tra cui il Gran Giallo di Cattolica, ed è ideatore del Festival Nazionale dello Scrittore.
E da ultimo ideatore di una nuova rivista di Fantastascienza e Fantasy intitolata MATERIA OSCURA, un aperiodico dedicato alla fantascienza e al fantasy, che non vuole essere una semplice raccolta di contenuti o spiegazioni complicate. Al contrario, si propone come un magazine culturale, quindi un luogo di riflessione, dialogo e approfondimento sui mondi speculativi.
In sintesi: un torinese doc, informatico di mestiere e narratore per vocazione, che con Un equo baratto porta al Premio Urania Short tutta l’esperienza di uno scrittore prolifico e profondamente radicato nel tessuto culturale della sua città.
In tutto dieci storie, dieci visioni diverse del futuro e del possibile. La varietà dei titoli tradisce una gamma tematica ampia — dal viaggio interstellare alla manipolazione del tempo, dall’intelligenza artificiale alla cosmogonia — che conferma la vivacità e la pluralità della fantascienza italiana contemporanea.
Un premio che guarda al futuro della letteratura di genere
Il Premio Urania Short esiste in un contesto più ampio e ambizioso. Franco Forte porta avanti questa iniziativa con l’obiettivo di valorizzare e promuovere gli scrittori e le scrittrici italiane che si cimentano nel genere fantascientifico, troppo a lungo considerato quasi esclusivamente di importazione anglo-americana. In questo senso, il premio non è solo una competizione, ma un atto culturale e politico nel senso più nobile del termine: rivendicare per la letteratura italiana il diritto di guardare alle stelle con la propria voce.
La scelta di Torino come sede della cerimonia è, da questo punto di vista, quasi simbolica. La città della Mole è da sempre uno dei poli più vivaci della cultura italiana, e il fatto che il Salone del Libro — uno degli eventi editoriali più importanti d’Europa — faccia da cornice all’evento, amplifica la visibilità del premio e lo inserisce in un contesto di massima rilevanza nazionale.
L’appuntamento del 9 maggio 2026 al MUFANT è dunque molto più di una serata di premiazione: è la celebrazione di dieci anni di fantascienza italiana breve, di storie che hanno trovato la strada verso i lettori grazie a una collana che da oltre settant’anni non smette di guardare verso l’ignoto.
La cerimonia finale del Premio Urania Short 2026 si terrà sabato 9 maggio alle ore 17.30 presso il MUFANT — Museo del Fantastico e della Fantascienza, piazza Riccardo Valla 5, Torino. Ingresso con biglietto standard del museo. Info: staffmufant@gmail.com.

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