Per la prima volta nella storia dell’umanità abbiamo fatto una cosa che, detta così, sembra uscita direttamente da un film di fantascienza: abbiamo modificato l’orbita di un asteroide.
La protagonista di questa piccola impresa cosmica è la missione DART della NASA, che nel settembre 2022 ha deliberatamente lanciato una sonda contro un asteroide. Non per sbaglio, non per parcheggiare male nello spazio. Proprio per centrarlo.
L’obiettivo era Dimorphos, una specie di sassone cosmico largo circa 160 metri che gira attorno all’asteroide più grande Didymos.
La sonda è partita a tutta velocità e… boom. Impatto perfetto.
Risultato: l’orbita di Dimorphos attorno a Didymos si è accorciata di circa 30 minuti. In termini astronomici è una variazione significativa. In termini umani è la prima volta che una civiltà tecnologica prende un oggetto naturale del Sistema Solare e lo sposta intenzionalmente.
Se lo racconti così, sembra che l’umanità abbia finalmente preso il volante del cosmo.
Tipo:
“Abbiamo deviato un asteroide.”
“Abbiamo imparato a difendere la Terra.”
“Prossima fermata: terraformare Marte.”
Respiriamo.
Perché la verità, se guardiamo bene, è un filo più piemontese nella sua filosofia: “Pisa pi curt”, un celebre detto piemontese, letteralmente tradotto come “piscia più corto”. Tradotto per i non iniziati: non montiamoci la testa.
Sì, abbiamo colpito un asteroide.
Sì, abbiamo modificato la sua orbita.
Ma parliamo comunque di un sassolino cosmico che orbitava attorno a un altro sassolino cosmico, a 11 milioni di chilometri dalla Terra, e lo abbiamo spostato… di pochissimo.
È un po’ come dire che l’umanità ha imparato a controllare il traffico marittimo perché è riuscita a spostare una boa con un motorino.
Un grande passo scientifico? Assolutamente sì.
Perché la vera rivoluzione non è aver fatto boom, ma aver dimostrato che la difesa planetaria è possibile. Se un giorno un asteroide decidesse di puntare dritto verso la Terra, potremmo teoricamente fare la stessa cosa: mandargli contro una sonda e dargli una piccola spinta.
Nel vuoto dello spazio, dove tutto viaggia per milioni di chilometri, anche una spinta minuscola può cambiare il destino di un corpo celeste.
E questo è incredibile.
Però.
Prima di iniziare a parlare di “umanità padrona del Sistema Solare”, ricordiamoci alcune cosette:
-
non sappiamo ancora deviare asteroidi grandi davvero
-
non abbiamo sistemi pronti a intervenire in tempi brevi
-
e soprattutto abbiamo centrato un bersaglio che sapevamo perfettamente dove fosse
Il cosmo resta un posto gigantesco, indifferente e pieno di rocce vaganti.
Noi per ora siamo quelli che hanno tirato una biglia contro un’altra biglia e sono riusciti a farla spostare un pochino.
Impresa storica, certo.
Ma come direbbe un vecchio piemontese guardando il cielo con le mani dietro la schiena:
“Sì sì, bravi… ma adess pisa pi curt”
L’universo è ancora parecchio grande. E noi, nel grande schema delle cose, abbiamo appena imparato a tirare il primo sassolino.

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