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Con la Nasa su Artemis II oltre 3 milioni di nomi di persone

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Send Your Name with Artemis II è la missione nascosta in una scheda SD che sarà in orbita attorno alla Luna

La NASA sta per portare nello spazio più di tre milioni di nomi. Con la missione Artemis II, infatti, un archivio digitale contenuto in una semplice scheda SD viaggerà intorno alla Luna a bordo della capsula, trasformandosi in una sorta di capsula del tempo del XXI secolo.

L’agenzia spaziale ha stabilito una scadenza precisa: chi desidera inserire il proprio nome ha tempo fino a mercoledì 21 gennaio. Il progetto, chiamato Send Your Name with Artemis II, è stato pensato per coinvolgere il pubblico su larga scala. Basta registrare nome, cognome e un PIN personale sul sito ufficiale della NASA, senza alcun costo. In cambio si riceve un biglietto d’imbarco virtuale che sta rapidamente circolando sui social. Un’iniziativa simbolica, ma dai numeri impressionanti: oltre 3  milioni di persone hanno già “riservato” un posto ideale accanto agli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen.

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A prima vista, spedire nello spazio un elenco di nomi destinato a non essere mai letto – e che non arriverà nemmeno sulla superficie lunare, dato che Artemis II prevede solo un sorvolo – potrebbe sembrare superfluo. In realtà, si tratta di un’operazione di comunicazione estremamente efficace. Oggi le missioni spaziali non si giocano soltanto nei centri di ricerca, ma anche nei luoghi in cui si decidono i finanziamenti. Coinvolgere milioni di cittadini attraverso un gesto simbolico rafforza il legame emotivo con il progetto: se il tuo nome è a bordo, Artemis smette di essere una spesa pubblica astratta e diventa qualcosa di personale.

Del resto, la NASA ha già dimostrato in passato di attribuire valore simbolico alla presenza umana nello spazio. Nel 1969, ad esempio, gli astronauti dell’Apollo 11 lasciarono una targa di acciaio sul modulo Eagle, ancora oggi sulla Luna. Così, mentre Artemis II si prepara a riportare l’uomo in orbita lunare, quella scheda SD ricorda che l’esplorazione dello spazio non è solo scienza e tecnologia, ma anche identità collettiva: non partono solo gli astronauti, partiamo tutti, un dato digitale alla volta.

 

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