Dalle origini del programma San Marco alle missioni Artemis, passando per la New Space Economy e le prospettive della Moon Economy. Il Turin Space Point dedica un incontro alla storia, alle conquiste e alle prospettive future dell’Italia nello spazio, con la partecipazione del giornalista e divulgatore Maurizio Maschio e dell’ingegnere aerospaziale Walter Cugno, protagonista di primo piano dell’industria spaziale italiana e internazionale.
La Giornata Nazionale dello Spazio, istituita nel 2021, rappresenta l’occasione per ripercorrere una storia di eccellenza tecnologica e scientifica che affonda le proprie radici nel 1964, quando il lancio del satellite San Marco 1 rese l’Italia il terzo Paese al mondo a mettere in orbita un satellite, dopo Stati Uniti e Unione Sovietica.
Da allora il nostro Paese ha consolidato una presenza di primo piano nel settore aerospaziale, contribuendo allo sviluppo di tecnologie, infrastrutture e programmi internazionali destinati a ridefinire il futuro dell’esplorazione spaziale.
L’incontro organizzato dal Turin Space Point intende raccontare questo percorso, mettendo in relazione le vicende storiche della ricerca italiana con le grandi trasformazioni in corso. Lo spazio, infatti, non rappresenta più soltanto il territorio delle missioni scientifiche e dell’esplorazione astronautica, ma un settore strategico per l’economia, la sicurezza, l’innovazione industriale e la vita quotidiana.
Dalle intuizioni di Luigi Broglio alla nascita dell’Agenzia Spaziale Italiana
Il racconto prende avvio dagli anni Trenta, con la nascita della Città dell’Aria di Guidonia, intitolata al generale dell’aeronautica Alessandro Guidoni, e con lo sviluppo delle prime importanti strutture italiane dedicate alla ricerca aeronautica. In questo contesto emerge la figura di Gaetano Arturo Crocco, pioniere dell’ingegneria aeronautica e autore del primo dirigibile militare italiano.
Negli anni Cinquanta, il percorso verso lo spazio viene sostenuto soprattutto dall’ingegnere e aviatore Luigi Broglio e dal fisico Edoardo Amaldi. Due personalità che contribuirono a portare la ricerca spaziale italiana al centro dell’attenzione politica e scientifica internazionale.
Nel loro percorso ebbero un ruolo anche i rapporti con importanti esponenti della ricerca statunitense, tra cui Theodore von Kármán e Hugh Dryden della NASA.
Nel 1952 Luigi Broglio fondò il Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale dell’Università di Roma La Sapienza, mentre nel 1959 nacque la Commissione per le ricerche spaziali (CRS) del CNR, successivamente presieduta dallo stesso Broglio.
Nell’ottobre 1961 il terzo governo Fanfani approvò il programma San Marco, stanziando 4,5 miliardi di lire. Fu l’inizio di una delle pagine più significative della storia scientifica e tecnologica italiana.
Il programma si sviluppò anche grazie alla collaborazione con la NASA. Durante un congresso del COSPAR (Committee for Space Research), organizzato a Firenze nel 1961, Luigi Broglio presentò il progetto ad alcuni rappresentanti dell’agenzia spaziale americana, ottenendo il sostegno necessario per avviare la collaborazione.
Gli Stati Uniti avrebbero fornito i vettori Scout per i lanci, mentre l’Italia avrebbe sviluppato i satelliti e le infrastrutture necessarie alle missioni. Tra queste figuravano la piattaforma di lancio San Marco, ricavata da una ex nave pontile americana, e la piattaforma di controllo Santa Rita, derivata dalla struttura petrolifera ENI Scarabeo, situata al largo di Malindi, in Kenya, e donata da Enrico Mattei.
Tra il 1964 e il 1988 il programma avrebbe realizzato cinque missioni, contribuendo a consolidare i rapporti scientifici e tecnologici tra Italia e Stati Uniti.
Nel gennaio 1964, con il lancio del San Marco 1 dalla base statunitense di Wallops Island, in Virginia, l’Italia entrò ufficialmente nella storia dell’esplorazione spaziale.
Nel 1988, al termine del programma San Marco, nacque l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), destinata a diventare il principale punto di riferimento nazionale per le attività spaziali.
Gli astronauti italiani e la Stazione Spaziale Internazionale
Un altro capitolo dell’incontro sarà dedicato agli astronauti italiani, protagonisti di numerose missioni internazionali negli ultimi trent’anni.
La selezione del primo astronauta italiano portò alla scelta del biofisico Franco Malerba, seguito da Umberto Guidoni, Maurizio Cheli, Roberto Vittori, Paolo Nespoli e Luca Parmitano.
Nel 2014 arrivò anche la prima astronauta italiana, Samantha Cristoforetti, alla quale si sono aggiunti successivamente Walter Villadei, Anthea Comellini e Andrea Patassa.
Tra le esperienze pionieristiche viene ricordato anche il progetto Tethered, il cosiddetto satellite al guinzaglio, ideato dallo scienziato Giuseppe Bepi Colombo. L’esperimento prevedeva l’utilizzo di un satellite collegato allo Shuttle attraverso un lungo cavo mantenuto in tensione dal gradiente gravitazionale.
La partecipazione italiana alla realizzazione della Stazione Spaziale Internazionale ha ulteriormente rafforzato il ruolo del nostro Paese nella cooperazione scientifica e tecnologica internazionale.
Artemis e Moon Economy: la nuova frontiera lunare
Lo sguardo si sposta quindi verso il futuro, con particolare attenzione al programma lunare Artemis della NASA, sostenuto dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
La nuova stagione dell’esplorazione lunare punta a realizzare un’infrastruttura stabile al Polo Sud della Luna, aprendo prospettive inedite per la ricerca scientifica, la sperimentazione tecnologica e lo sviluppo di nuove attività economiche.
Nel quadro delineato dall’iniziativa, Artemis II ha rappresentato una tappa fondamentale con il volo attorno alla Luna dell’aprile 2026, al quale l’industria italiana ha contribuito attraverso componenti del Modulo di Servizio Europeo (ESM) della navicella Orion.
Il programma prevede inoltre lo sviluppo di sistemi di atterraggio umano e di nuove strutture abitative. Tra i progetti di interesse per l’Italia figura il Multi-Purpose Habitat (MPH), al quale lavora l’Agenzia Spaziale Italiana, con l’obiettivo di contribuire alla realizzazione di una futura presenza umana sulla superficie lunare.
L’incontro approfondirà anche il contributo di Luca Parmitano e il ruolo delle competenze industriali italiane nelle prossime missioni.
La cosiddetta Moon Economy rappresenta, in questo scenario, una delle nuove frontiere dell’economia spaziale: un sistema di attività che potrebbe comprendere infrastrutture, servizi, tecnologie, trasporti e risorse legate alla futura presenza umana sulla Luna.
Destinazione Marte: il rover Rosalind Franklin e la tecnologia italiana
Dalla Luna a Marte. L’esplorazione del Pianeta Rosso costituisce un’altra delle grandi sfide scientifiche e tecnologiche dei prossimi anni.
Tra i progetti più importanti figura il rover europeo Rosalind Franklin, inserito nel programma ExoMars e dedicato alla scienziata Rosalind Franklin, pioniera delle ricerche sul DNA.
La missione, sviluppata nell’ambito della cooperazione tra ESA e NASA, è destinata a cercare possibili tracce di vita nel sottosuolo marziano.
Un contributo particolarmente significativo arriva dall’industria italiana. Il rover sarà infatti equipaggiato con una trivella realizzata da Leonardo, progettata per raggiungere fino a due metri di profondità, dove eventuali tracce biologiche potrebbero essere maggiormente protette dalle radiazioni cosmiche.
Il lancio della missione è previsto per il 2028, con arrivo a Oxia Planum nel 2030. Un progetto che testimonia il valore della ricerca e delle competenze tecnologiche sviluppate dall’industria aerospaziale italiana.
Grottaglie e il futuro dello spazioporto italiano
L’Italia guarda al futuro dello spazio anche attraverso il settore suborbitale.
A Grottaglie, in Puglia, è previsto lo sviluppo di uno dei primi spazioporti destinati a ospitare attività legate alla nuova economia spaziale.
Non un semplice aeroporto, ma un’infrastruttura integrata per voli suborbitali sperimentali, addestramento di astronauti e piloti, lancio di piccoli satelliti e gestione di carichi speciali.
I voli suborbitali, che interessano quote comprese tra 10 e 100 chilometri, potrebbero aprire nuove prospettive per i trasporti e per la sperimentazione di tecnologie avanzate.
Anche in questo settore l’Italia può contare su una filiera industriale di rilievo internazionale, nella quale operano realtà come Thales Alenia Space e Leonardo, insieme a numerose altre aziende specializzate.
Una mostra modellistica dedicata all’Italia nello spazio
Ad arricchire l’iniziativa del Turin Space Point sarà anche una mostra modellistica dedicata all’Italia nello spazio.
L’esposizione sarà visitabile nelle giornate di giovedì, venerdì, sabato e domenica, negli orari indicati nella locandina dell’evento, ed è organizzata in collaborazione con il C.M.T. – Centro Modellistico Torinese.
Un’occasione per avvicinare il pubblico alla storia delle missioni spaziali attraverso modelli e ricostruzioni che documentano le principali tappe della presenza italiana nello spazio.
L’uomo delle stelle: il racconto di Walter Cugno e del distretto aerospaziale torinese
L’iniziativa sarà anche l’occasione per richiamare l’attenzione sul docufilm «L’uomo delle stelle», diretto da Roberto Gasparro e prodotto da 35MM Produzioni.
Il documentario è dedicato alla vita e alla carriera dell’ingegnere aerospaziale Walter Cugno, figura di riferimento dell’industria spaziale, e al distretto industriale torinese, uno dei protagonisti dello sviluppo della Space Economy italiana.
Il percorso narrativo dell’incontro del Turin Space Point restituisce così il valore di una storia che unisce ricerca scientifica, industria, innovazione e cooperazione internazionale.
Dalle intuizioni di Luigi Broglio alle missioni lunari del programma Artemis, dalle prime conquiste orbitali alla prospettiva di raggiungere Marte, l’Italia continua a essere parte attiva di una trasformazione che coinvolge il futuro dell’umanità.
La Giornata Nazionale dello Spazio diventa quindi un’occasione per conoscere meglio il contributo italiano a questa grande avventura e per comprendere come lo spazio sia ormai una componente fondamentale dello sviluppo scientifico, tecnologico ed economico del nostro tempo.
| TURIN SPACE POINT – Giornata Nazionale dello Spazio | |
|---|---|
| Evento | Il giornalista e divulgatore Maurizio Maschio, l’ing. Walter Cugno e il regista Roberto Gasparro. |
| Motivazione | Un incontro dedicato allo spazio, alla sua storia, all’esplorazione spaziale e alla New Space Economy. |
| Quando | Giovedì 12 novembre 2026, alle ore 21. |
| Dove | Beeozanam Community Hub, Via Foligno 14, 10149 Torino. |
| Perché | Per celebrare la Giornata Nazionale dello Spazio, ricordare il contributo italiano all’esplorazione spaziale e avvicinare il pubblico alle nuove prospettive dell’economia dello spazio. |