Gravita Zero: comunicazione scientifica e istituzionale

11° Comandamento: “Non nominare la Particella del tuo Dio invano”

di Claudio Pasqua

La dipartita del grande fisico Peter Higgs, noto per l’omonimo bosone da lui previsto, mi dà un motivo per ripubblicare un articolo che scrissi nel 2012 (anno della scoperta). Da tempo infatti ad alcuni  fisici e divulgatori proprio non va giù il termine che noi giornalisti utilizziamo per definire la proprietà della materia da lui teorizzata: “particella di DIO”. Dimenticando che il termine inizialmente suggerito proprio da un altro fisico (Leon Lederman direttore del Fermilab) era ben peggio:  “la particella maledetta”.

 

11° Comandamento: “Non nominare la Particella del tuo Dio invano”

Sarà davverò così disdicevole, quando si fa divulgazione, utilizzare epiteti quali “Particella di Dio” (nome coniato da Leon Lederman direttore del Fermilab, mentre preparava il discorso che avrebbe fatto l’indomani davanti al congresso americano per chiedere nuovi finanziamenti)

Lederman è  anche l’autore del libro intitolato “The God particle“. Precisiamo che l’epiteto da lui suggerito inizialmente era  “la particella maledetta”, ma il suo editore lo consigliò di cambiarla in Particella di Dio: è fu un successo!

O usare termini quali “Big Bang” (utilizzato dal fisico Frey Hoyle)?
Oppure immagini come “Buco Nero” (voluto dal fisico John Wheeler)? [*]
Personalmente non lo credo. La scoperta odierna al Cern, il successo del modello cosmologico, la teoria delle stelle collassate oltre la loro densità critica  non avrebbero avuto tanto spazio ed eco sui giornali di tutto il mondo senza questo colorito modo di interpretare alcune delle imprese scientifiche del nostro tempo.
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Ne è convinto anche Piero Angela 
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Gran parte del successo popolare del Bosone di Higgs lo si deve proprio all’appellativo che gli diede Leon Lederman (Nobel per la fisica 1988). In realtà Lederman voleva chiamarla “particella maledetta”. Per fortuna seguì il consiglio del suo editore, che aveva più fiuto evidentemente per il marketing e conosceva i suoi polli.
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È  un po’ come per la “mela caduta in testa a Newton” che, vuole la leggenda, abbia prodotto l’insight per la teoria della Gravitazione Universale. Sappiamo bene che siamo alla presenza di un falso storico e che quella mela non è mai ralmente esistita. Frutto (è proprio il caso di dirlo) di uno scrittore dell’800. Ma la scienza si comunica anche per immagini ed emozioni. E quanti senza quella celebre mela si ricorderebbero di una delle menti più brillante di ogni tempo?
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E come per i ragni di Lalande (aneddoto ricordato da Piero Bianucci, altro grande giornalista scientifico e divulgatore torinese)  le emozioni servono ad avvicinare e a incuriosire i più distratti. Coloro che mai e poi mai si interesserebbero a quello che succede al CERN. “Una delle astuzie tecniche per rendere più accattivante il discorso scientifico”. Dopo (solo dopo) inizia la vera, grande divulgazione!

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E chi sa come cogliere al balzo l’occasione del clamore suscitato, non perde il suo tempo a lamentarsi o a prendersela con i giornalisti! Fa come un’altro grande scienziato e divulgatore che è il Prof. Giovanni Bignami. Per nulla intimorito dall’epiteto inglorioso lo sa sfruttare a proprio vantaggio per aumentare il pathos della scoperta.

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Non siete ancora del tutto convinti? 

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Leggete quanto scrive Ignazio Licata a proposito del Manifesto della Slow Science.“We are scientists. We don’t blog. We don’t twitter. We take our time”.
E’ bene leggerlo. Per non prendere cattive abitudini.

Higgs spiegato da Miller:
http://www.hep.ucl.ac.uk/~djm/higgsa.html
Manifesto dalla Slow Science:
http://slow-science.org/ 

NOTA

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Altri epiteti e frasi celebri di scienziati a sfondo “divino” (in progress) 

– “Divina proporzione” (per il rapporto Aureo di Fibonacci)
– “Dio non gioca ai dadi con l’Universo” (lettera di Albert Einstein a Niels Bohr)
– “Non dire a Dio come deve giocare” (risposta di Niels Bohr ad Einstein)
– “Non riesco ancora a credere che Dio giochi a dadi”.”Ma forse mi sono guadagnato il diritto di commettere degli errori”(Albert Einstein a John Wheeler e  Richard Feynman)
–  Un aneddoto vuole che mentre il grande matematico Eulero si trovava alla corte russa, arrivasse lì Denis Diderot. Il filosofo, che incitava all’ateismo, chiese beffardamente a Eulero se avesse una dimostrazione matematica dell’esistenza di Dio. Eulero rispose: “Signore, quindi Dio esiste!
– Kurt Gödel: la prova matematica dell’esistenza di Dio

L’articolo è stato inizialmente pubblicato nel 2012
dall’autore su gravita-zero.org