In Italia, alcune opere infrastrutturali simbolo di ritardi e complessità hanno trovato nuova linfa grazie al sostegno dell’Unione Europea. Un esempio emblematico è il completamento dell’autostrada Asti-Cuneo, un progetto iniziato negli anni ’90 che, dopo decenni di stop and go, contenziosi e rallentamenti burocratici, è oggi interamente percorribile. L’Europa ha giocato un ruolo chiave attraverso strumenti di co-finanziamento e meccanismi innovativi come il cross-financing, permettendo di reinvestire risorse da altre tratte e garantire la solidità economica dei concessionari.
Il caso dell’A33 dimostra come i fondi europei possano trasformare un cantiere fermo da anni in un’opera strategica per il territorio. Il progetto collega Asti e Cuneo per circa 90 chilometri, migliorando i collegamenti con i principali assi nazionali ed europei e rafforzando il ruolo del Piemonte nei corridoi logistici continentali. Prima del sostegno europeo, la costruzione era rallentata da costi crescenti, contenziosi legali e mancanza di coperture finanziarie. Grazie ai finanziamenti comunitari, è stato possibile completare i lavori e programmare la piena operatività a quattro corsie entro la primavera del 2026.
L’impatto economico di questi interventi è notevole. Le opere finanziate dall’Europa non migliorano solo la viabilità, ma stimolano l’economia locale: riducono i tempi di trasporto, aumentano la competitività delle filiere industriali e agricole, e favoriscono il turismo. La collaborazione tra Unione Europea e autorità italiane dimostra come la progettualità europea possa diventare uno strumento concreto per colmare ritardi storici e creare infrastrutture moderne, efficienti e integrate.
Il completamento dell’A33 rappresenta quindi più di una semplice strada: è un segnale di fiducia nel sistema pubblico-privato, un esempio virtuoso di come i finanziamenti europei possano dare nuova vita a opere strategiche e una testimonianza della capacità dell’Italia di portare a termine progetti complessi quando sostenuta da strumenti comunitari efficaci.
Un modello che può essere replicato per altre infrastrutture in ritardo in tutto il Paese, confermando il ruolo dell’Europa non solo come ente politico, ma anche come partner operativo per lo sviluppo territoriale e industriale.
Come funziona il “Cross-financing”
Il cross-financing è un meccanismo che permette di usare i ricavi di tratte autostradali redditizie per finanziare quelle meno redditizie. In questo modo, anche infrastrutture con basso traffico possono essere costruite o migliorate, riducendo il rischio per gli investitori.
Il cross-financing (o finanziamento incrociato) è un meccanismo finanziario che permette di utilizzare i ricavi di un progetto o di un tratto di infrastruttura per finanziare un altro progetto o tratto, che da solo potrebbe non essere economicamente sostenibile.
In pratica, non tutte le infrastrutture generano lo stesso ritorno economico: alcune tratte autostradali sono molto trafficate e redditizie, mentre altre sono meno utilizzate e rischiano di essere poco attraenti per gli investitori. Il cross-financing consente quindi di “bilanciare” i progetti più deboli con i progetti più redditizi.
Come funziona
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Entrate dalle tratte redditizie: le autostrade o le infrastrutture con un alto traffico generano entrate significative attraverso pedaggi, tariffe o altre fonti.
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Trasferimento di risorse: una parte di queste entrate può essere reinvestita in tratte meno redditizie o in nuovi progetti infrastrutturali.
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Attrazione di investitori solidi: grazie alla possibilità di compensare i rischi di alcune tratte con i guadagni di altre, diventano più interessanti soggetti concessionari con capacità economica forte, che altrimenti non investirebbero in tratte non redditizie.
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Sviluppo e manutenzione: le risorse così ottenute permettono di costruire, migliorare o mantenere infrastrutture che altrimenti sarebbero difficili da realizzare solo con i proventi diretti della tratta stessa.
Esempio concreto
Immagina due autostrade:
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Autostrada A: molto trafficata, genera molti ricavi.
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Autostrada B: meno trafficata, poco redditizia.
Con il cross-financing, i ricavi dell’autostrada A possono finanziare parte dei lavori dell’autostrada B, rendendo possibile il miglioramento di entrambe le tratte senza aumentare eccessivamente i pedaggi o ricorrere solo ai fondi pubblici.
Ruolo dell’Unione Europea
L’UE ha approvato il meccanismo di cross-financing, consentendo l’ingresso di concessionari economicamente solidi e il reinvestimento di risorse tra diverse tratte autostradali, rendendo possibili investimenti più sostenibili e coordinati.
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