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Festival della Scienza 2026: a Genova undici giorni dedicati alle nuove prospettive della ricerca

Il Festival della Scienza torna a Genova dal 22 ottobre al 1° novembre 2026 con la sua ventiquattresima edizione, confermandosi uno dei più importanti appuntamenti europei dedicati alla divulgazione scientifica. Il tema scelto quest’anno è “Prospettive”, un invito a osservare il mondo da punti di vista differenti e a riflettere sul ruolo della ricerca nel costruire il futuro.

Per undici giorni la città ospiterà circa 250 eventi, realizzati grazie alla collaborazione di oltre 300 tra università, enti di ricerca, aziende, associazioni ed editori. Il programma comprenderà conferenze, laboratori, mostre interattive, spettacoli e attività per tutte le età, consolidando una manifestazione che nell’ultima edizione ha registrato oltre 200.000 visitatori e circa 25.000 studenti.

Secondo il presidente dell’Associazione Festival della Scienza, Domenico Coviello, anche quest’anno il programma affronterà alcune delle grandi sfide della ricerca contemporanea: sostenibilità, energia, cambiamenti climatici, esplorazione spaziale, fisica delle particelle, salute, genomica e rapporto tra scienza, arte e società.

Particolare attenzione sarà dedicata al coinvolgimento del pubblico attraverso esperienze interattive. Tra le novità figurano un ampliamento delle attività rivolte ai bambini tra i 6 e i 10 anni, il debutto di Game Night, due serate dedicate ai giochi da tavolo scientifici, e un ciclo di incontri organizzato insieme al Comune di Genova sulle trasformazioni urbane e sul contributo della tecnologia al miglioramento della qualità della vita.

I primi grandi ospiti

L’edizione 2026 si aprirà con una lectio magistralis di Barbara Mazzolai, direttrice del Laboratorio di Bioinspired Soft Robotics dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che illustrerà gli sviluppi della robotica ispirata alla natura.

Nella stessa giornata inaugurale il divulgatore Emilio Cozzi, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, accompagnerà il pubblico alla scoperta della nuova fase dell’esplorazione spaziale, con particolare attenzione al ritorno dell’uomo sulla Luna.

Tra gli ospiti internazionali spicca il premio Nobel per la Fisica Arthur McDonald, che racconterà gli esperimenti che hanno dimostrato come i neutrini possiedano una massa, una scoperta fondamentale per la fisica moderna.

Grande attesa anche per Fabiola Gianotti, già direttrice del CERN di Ginevra, protagonista di uno spettacolo che unirà musica e scienza insieme al direttore d’orchestra Ruben Jais e all’ensemble laBarocca, esplorando i legami tra armonia musicale e struttura dell’universo.

Tra gli ospiti figurano inoltre il genetista britannico Sir John Burn, impegnato sul tema della genomica e della medicina preventiva, e il neuro-oncologo Frank Winkler, vincitore del Brain Prize 2025, che illustrerà le più recenti ricerche sulle relazioni tra tumori e sistema nervoso insieme alla collega Eva Winkler.

Il programma ospiterà anche il fisico Christophe Salomon e Massimo Inguscio, che approfondiranno le applicazioni degli atomi ultrafreddi e degli orologi atomici.

Spazio anche all’inchiesta e alla medicina legale con Cristina Cattaneo, Stefano Nazzi e Mattia Epifani, protagonisti di un incontro dedicato all’interpretazione di dati incompleti o ambigui nelle indagini forensi, nel giornalismo investigativo e nell’informatica forense.

Tra i graditi ritorni figurano inoltre Telmo Pievani e il matematico Alfio Quarteroni.

Mostre e laboratori

Accanto agli incontri con gli scienziati, il Festival proporrà numerose mostre e laboratori distribuiti in diversi spazi della città.

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche presenterà la mostra interattiva “Antartide, il continente bianco”, dedicata alla ricerca scientifica nel continente antartico e al suo ruolo nello studio dei cambiamenti climatici.

A Palazzo della Borsa il tema centrale sarà la percezione sensoriale. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare proporrà “Ascoltare l’invisibile”, un percorso multisensoriale che permetterà ai visitatori di “percepire” le onde gravitazionali attraverso stimoli tattili, sonori e visivi.

L’Istituto Italiano di Tecnologia presenterà invece “Oltre ciò che vediamo”, un’esperienza immersiva dedicata ai meccanismi biologici della percezione e alle tecnologie che consentono di osservare fenomeni normalmente invisibili.

L’Istituto Nazionale di Astrofisica organizzerà Galaxy Lab, dove sarà possibile comprendere come l’intelligenza artificiale contribuisca alla classificazione delle galassie.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia proporrà Earthquake Escape Room, un laboratorio interattivo dedicato ai grandi terremoti italiani e alle moderne strategie di prevenzione del rischio sismico.

Il Centro Ricerche Enrico Fermi guiderà invece il pubblico alla scoperta della doppia natura della luce con il laboratorio “Onda o particella?”, mentre l’Università di Genova permetterà di sperimentare i principi dell’aerodinamica attraverso “La Fabbrica del Volo”, dedicato ai fenomeni fisici che permettono agli aerei di volare.

Più spazio ai giovani

Una delle principali novità dell’edizione 2026 riguarda il rafforzamento delle attività dedicate alla scuola primaria.

Presso la Biblioteca De Amicis e Palazzo Ducale saranno organizzati numerosi laboratori pensati per bambini dai 6 ai 10 anni. Tra questi, “Robot ed emozioni”, sviluppato dal CNR, utilizzerà il robot educativo Thymio per aiutare i più piccoli a riconoscere e comprendere le emozioni attraverso attività interattive.

Debutterà inoltre “La città in prospettiva”, ciclo di sei incontri organizzato insieme al Comune di Genova per riflettere sul futuro urbano, sulle trasformazioni della città e sulle opportunità offerte dall’innovazione scientifica.

Infine farà il suo esordio Game Night, iniziativa ospitata al Genova Blue District, dove il pubblico potrà scoprire come i giochi da tavolo a tema scientifico possano diventare strumenti efficaci per imparare divertendosi e favorire la socializzazione.

Il significato di “Prospettive”

La parola chiave scelta per il Festival 2026 è Prospettive, un concetto che invita a osservare la realtà da angolazioni diverse e ad affrontare la complessità con uno sguardo aperto.

Come sottolinea il presidente del Consiglio Scientifico Carlo Ferdeghini, la ricerca nasce proprio dalla capacità di cambiare punto di vista, immaginare scenari futuri e formulare nuove domande. Il Festival vuole quindi diventare un luogo di confronto tra discipline differenti, favorendo il dialogo tra scienziati, studenti e cittadini.

L’immagine ufficiale della manifestazione, realizzata da Gaetano Cassini dello studiofluo, rappresenta due occhi stilizzati rivolti in direzioni differenti. Una scelta grafica semplice ma efficace, che richiama il valore della curiosità e della capacità di osservare il mondo da prospettive sempre nuove, principio fondamentale di ogni percorso scientifico.