Gravita Zero: comunicazione scientifica e istituzionale

Create in laboratorio cellule artificiali che rispettano una delle leggi fondamentali della biologia 

Lo studio del Centro di Ricerca “E.Piaggio” dell’Università di Pisa è stato pubblicato dalla rivista Nature, e permetterà di fare concreti passi avanti nel condurre test tossicologici senza ricorrere  a cavie animali

La biologia, come la fisica e la chimica, ha le sue leggi fondamentali. Una di queste leggi – detta allometria – mette in relazione la geometria, la massa ed il metabolismo degli esseri viventi, mostrando come questi siano tra di loro interdipendenti.  Una ricerca della professoressa Arti Ahluwalia, direttrice del Centro “EPiaggio” dellUniversità di Pisa e coordinatrice del gruppo “In-Vitro Models”, mette a punto un metodo per applicare la medesima legge allometrica anche a cellule che vengono coltivate in-vitro all’interno di appositi ambienti artificiali come piastre Petri e Multiwell o i più avanzati ‘bioreattori’. Lo studio è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista Nature Scientific Reports. 

la professoressa Arti Ahluwalia

La legge in questione, detta legge allometrica di Kleiber, è una formula matematica piuttosto nota, che mette in relazione il metabolismo dell’intero organismo, cioè la quantità di ossigeno consumata, con la massa corporea. Per tutti esseri viventi, dal topo alla balena, il metabolismo è proporzionale alla massa elevata alla potenza di ¾.

La legge mostra che via via che un organismo si accresce il suo metabolismo e la durata della sua vita si modificano a velocità prevedibile, per l’effetto combinato della variazione della superficie corporea e della velocità sanguigna.

La suddetta formula si può usare anche per molte altre cose, ad esempio per calcolare il fabbisogno metabolico di un individuo, oppure stimare il dosaggio corretto per gli esseri umani di un medicinale che è stato testato sui topi.

“Nella nostra ricerca – afferma la professoressa Ahluwalia – cerchiamo di sviluppare colture tridimensionali in-vitro di cellule di organi come il fegato o i polmoni, per ingegnerizzare dei modelli con caratteristiche strutturali e biochimiche che li facciano funzionare come il corrispettivo organo umano. Costruire organi artificiali che funzionano come quelli naturali permetterebbe di testare per esempio l’assorbimento di un farmaco, senza dover ricorrere a cavie animali.

valore predittivo dei modelli in-vitro aumenta se essi rispettano le medesime leggi di scala dei loro analoghi naturali.

Lo studio pubblicato su Nature dimostra che e’ possibile ingegnerizzare tessuti in vitro che conservino le leggi di scala dei loro analoghi in-vivo facendo alcuni accorgimenti sperimentali. In particolare, le cellule devono essere coltivate a densità elevate in strutture tri-dimensionali (3D), con livelli di ossigeno ben controllati, usando per esempio sistemi fluidici.

“La legge di Kleiber è oggi considerata una delle leggi fondamentali della biologia. – conclude Ahluwalia –  Riuscire a progettare dei sistemi artificiali che la rispettino è un ulteriore passo avanti nella nostra comprensione del funzionamento di base dei tessuti ed organi umani, per poterli meglio replicare in laboratorio”.

Nel 2016, il Centro Piaggio ha anche ricevuto una donazione dalla LAV (Lega Anti-Vivisezione) per proseguire la ricerca di nuove tecnologie che possano sostituire efficacemente la sperimentazione animale nella tossicologia.

 

CENTRO PIAGGIO – UNIVERSITÀ DI PISA
www.centropiaggio.unipi.it

Fondato alla fine del 1965, Il Centro venne intitolato ad Enrico Piaggio, che aveva sostenuto lo sviluppo degli studi di ingegneria meccanica all’Università di Pisa. Da allora, porta avanti una ricerca ampiamente multidisciplinare nei settori della robotica e della bioingegneria. ll Centro vede infatti l’incontro e il lavoro congiunto di scienziati di diverse discipline, sia scientifiche che umanistiche, dall’ingegneria alle scienze matematiche, mediche, psicologiche e filosofiche. Attualmente, vi operano circa 100 ricercatori provenienti da diverse aree dell’Università di Pisa e da diverse Università internazionali ed europee (Giappone, Cina, India, Francia, Stati Uniti, Norvegia, Messico, Iran, Spagna) .

Il Centro “E.Piaggio” ha dato vita a diversi progetti di spin-off di successo, oltre ad avere aperto laboratori ed attività convenzionate con enti del territorio circostante e con il polo scientifico-tecnologico di Navacchio, e aver dato vita a collaborazioni con diverse aziende pubbliche e private, oltre che con università e centri di ricerca italiani e internazionali. Dalla sua fondazione, Il Centro “E.Piaggio” ha gestito 75 progetti europei, nazionali e regionali. 

Nel 2015-2016 ha ricevuto finanziamenti da progetti per circa 5 milioni di euro, partecipando a diversi programmi finanziati dall’Europa per la ricerca e l’innovazione. Sono attualmente attivi presso il Centro “E. Piaggio” 14 progetti di ricerca europei, nell’ambito dei settori della soft robotics, interazione fisica ed emotiva a uomo-robot, aptica e mani artificiali, metodi di controllo avanzato per i sistemi complessi, robotica sottomarina, sistemi indossabili per analisi dei segnali biomedici, sistemi muscolari artificiali, modelli sistemici in vitro. 

Il Centro può vantare un ERC (European Advanced Grant), attribuito nel 2012 al professor Antonio Bicchi per le sue ricerche sull’aptica dal Consiglio Europeo della Ricerca. Il riconoscimento è attribuito a scienziati di elevato profilo per la realizzazione di progetti scientifici d’avanguardia.