Il numero si apre con l’intervento di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL; che individua nel ceto medio il tema centrale, evidenziandone il progressivo indebolimento dovuto alle trasformazioni del lavoro, alla riduzione delle differenze tra colletti blu e bianchi e al lento impoverimento della fascia intermedia. Questo processo ha generato una crisi della rappresentanza e nuovi squilibri sociali, rendendo necessario rilanciare il ceto medio per garantire coesione e sviluppo. Nell’editoriale, Ada Fichera definisce il ceto medio anche come categoria culturale e identitaria, oggi segnata da incertezza, minori opportunità di mobilità sociale e perdita di fiducia nel futuro e nelle prospettive di progresso.
REGRESSIONE GENERAZIONALE
Nel mio articolo “Più istruito, più povero, sempre più solo” ho voluto analizzare quella che considero una delle contraddizioni più profonde dell’Italia contemporanea: un ceto medio che continua a riconoscersi come tale, ma che percepisce chiaramente un peggioramento delle prospettive per le generazioni future. Parto proprio da questo paradosso, supportato dai dati del Rapporto CIDA-Censis, per mostrare come l’identità del ceto medio resti forte, mentre la sua solidità economica si indebolisce progressivamente.
Nel corso dell’articolo evidenzio come il ceto medio italiano non si definisca più principalmente attraverso il reddito, ma attraverso la cultura, l’istruzione e le competenze. Tuttavia, proprio qui emerge la frattura più evidente: l’investimento nel capitale umano non si traduce più in un miglioramento economico. Analizzo quindi i dati ISTAT e OCSE, che mostrano la stagnazione dei redditi, la perdita di potere d’acquisto e l’aumento delle disuguaglianze.
Mi soffermo poi sul ruolo della famiglia, che oggi rappresenta il principale ammortizzatore sociale. Evidenzio però anche il limite di questo modello: quando verrà meno il sostegno delle generazioni precedenti, il sistema rischia di diventare ancora più fragile.
Infine, confronto la situazione italiana con quella europea, sottolineando come il nostro Paese si trovi in una posizione difficile: senza la crescita dei Paesi emergenti dell’Est e senza la protezione dei sistemi di welfare più avanzati. La mia conclusione è che la crisi del ceto medio non sia episodica, ma strutturale e destinata a incidere profondamente sul futuro sociale ed economico dell’Italia.
NEL NUMERO DI MARZO – APRILE 2026 DI “PAGINE LIBERE”
Il ceto smarrito e la rappresentanza che manca — Francesco Paolo Capone
Non soltanto un dato statistico — Ada Fichera
Un obiettivo fondamentale — A.F.
Una costruzione fragile — Francesco Carlesi
Un paradosso che pesa — Massimo Maria Amorosini
Chi paga il prezzo del welfare? — Michela Morizzo
Tramonto o eclissi di un “modello”? — Mario Bozzi Sentieri
Crescita o autoconservazione? — Giambattista Pepi
Per una rinnovata centralità — G.P.
Un parco buoi? — A.G.
Più istruito, più povero, sempre più solo — Claudio Pasqua
Un motore di sviluppo — Carlo Buttaroni
Una profonda riflessione — Fabio Ghiselli
Una nuova linearità — Paolo Giuntarelli
Quale prospettiva? — Augusto Grandi
Continuità, serietà e riforme — Maurizio Gasparri
Un elettorato ampio e “mobile” — M.M.
Un patto per l’Italia — Michele De Feudis
L’ultimo chilometro di resilienza — Rosaria Fracassi
Un nuovo patto tra capitale e lavoro — Lorenzo Malagola
Precarizzazione e crisi — Pietro Giubilo
Contro la proletarizzazione della società — Nazzareno Mollicone
Per un progetto comune — Marco Pappalardo
… E finimmo per interrogare le stelle — Rino Jupiter
Ride bene chi ride… in ultima — Alessio Di Mauro
LA RIVISTA “PAGINE LIBERE”
Nel corso degli anni si è affermata come luogo di riflessione pluralista, capace di ospitare contributi di studiosi, sindacalisti, giornalisti e protagonisti della vita pubblica.
La rivista ha accompagnato le principali trasformazioni del mondo del lavoro e dei corpi intermedi, mantenendo al centro il valore della persona, della partecipazione e della coesione sociale. Oggi Pagine Libere continua a rappresentare uno strumento di analisi e proposta sui cambiamenti economici, sociali e culturali contemporanei.
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