A Roma la conferenza “Abitare lo Spazio. Il caso Luna” ha riunito istituzioni, industria e ricerca sulle prospettive dell’abitabilità nello Spazio
Roma, 22 aprile 2026 – Definire le condizioni per una permanenza umana nello Spazio sempre più a misura d’uomo e individuare nuovi modelli di pensiero per la progettazione di ambienti e infrastrutture delle future missioni. Questi i temi al centro della conferenza “Abitare lo Spazio. Il caso Luna”, svoltasi oggi al Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini, promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), curata da Marco Panella e prodotta dalla factory culturale ArtiX.
Ad aprire i lavori sono stati il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente e il presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati Federico Mollicone, che hanno evidenziato il ruolo strategico dell’Italia nello sviluppo delle future infrastrutture spaziali.
Al centro dell’incontro, il concetto di Umanesimo Spaziale, come chiave per integrare innovazione tecnologica e dimensione umana nella progettazione di ambienti e attività per la permanenza di lungo periodo nello spazio. Una visione che pone la persona, e non solo l’astronauta, al centro delle future missioni.
La conferenza ha inaugurato il progetto “Space Habitat. La via italiana”, promosso da ASI e MIMIT, con l’obiettivo di connettere la filiera scientifica, industriale ed economica dello spazio con quella umanistica.
Nel corso della mattinata si sono svolti panel tematici dedicati ai principali ambiti della vita nello Spazio, dalle tecnologie e infrastrutture lunari agli habitat, dall’interazione uomo-macchina fino a nutrizione e salute, con il contributo di esperti dell’ASI, rappresentanti dell’industria e del mondo accademico.
“La nuova stagione dell’esplorazione spaziale ci invita a ripensare la Luna: non più semplice meta di esplorazione, ma reale estensione della presenza umana oltre la Terra. Il ritorno dell’uomo sulla sua superficie, la prospettiva di una base permanente e la crescente frequenza delle missioni delineano un percorso ormai concreto e irreversibile verso una presenza stabile, continua e organizzata sul suolo lunare”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Il progetto ‘Space Habitat. La via italiana, promosso da ASI e Mimit, si inserisce in questo scenario con l’obiettivo di accompagnare e sostenere questa trasformazione, integrando competenze scientifiche, industriali, economiche e umanistiche. Iniziativa che trova un ulteriore e concreto sviluppo nello Statement firmato a Washington con l’amministratore della NASA, Jared Isaacman, per la realizzazione – nel perimetro del programma spaziale Artemis – del primo modulo abitativo della futura stazione spaziale permanente sulla Luna, destinato a garantire agli astronauti condizioni operative di piena sicurezza. Oggi l’Italia vola ancora più in alto”.
“La tecnologia come fattore di sviluppo dell’umanità ha avuto ed avrà sempre più la sua valenza di motore di crescita a tutto tondo. Lo spazio rappresenta – ricorda il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente – un elemento di punta di quella tecnologia alla frontiera che ci permette di avere un netto miglioramento nella vita di tutti i giorni. Il sistema produttivo spaziale italiano è all’avanguardia a livello globale. Il design e l’ingegno italiano permettono agli astronauti di vivere, in maniera confortevole, fuori del nostro pianeta da decenni sulla Stazione Spaziale Internazionale. E sarà sempre il Made in Italy al centro del futuro campo base lunare che ho ospiterà le donne e gli uomini che andranno sulla Luna. Le competenze e l’expertise raggiunte dal sistema spazio Italia in questo contesto, grazie anche all’azione coordinata dell’Agenzia Spaziale Italiana, non ha eguali a livello internazionale”.
“Space Habitat. La via italiana non è solo un progetto narrativo, ma un punto di svolta che restituisce allo spazio la sua dimensione culturale e umanistica, affiancando alle tecnologie i significati necessari a immaginare il futuro”, ha dichiarato il curatore Marco Panella.
Alla conferenza hanno preso parte Massimo Claudio Comparini, managing director Space Division di Leonardo e presidente del Consiglio di Amministrazione di Thales Alenia Space, Vincenzo Giorgio, amministratore delegato di Altec e Nicola Melchiotti, amministratore delegato di Cesi.
Hanno inoltre partecipato Mariano Bizzarri, direttore del Laboratorio Nazionale di Biomedicina Spaziale e responsabile del Tavolo Tecnico Scientifico del Comitato Interministeriale per le Politiche Spaziali e la Ricerca Aerospaziale, Presidenza del Consiglio dei Ministri; Mario De Caro, cattedra Unesco di Etica e Intelligenza Artificiale, Università Roma Tre; Marta Del Bianco, ufficio Volo Umano e Sperimentazione Scientifica, ASI; Stefania De Pascale, ordinaria di Orticultura, Dipartimento di Agraria, Università Federico II di Napoli; Marco Di Clemente, responsabile Ufficio Sviluppi Tecnologici e Progettazione Spaziale, ASI; Marcello Di Costa, responsabile settore Servizi in Orbita e Space Based Traffic Management, ASI; Andrea Merlo, responsabile del Dipartimento di Avionica del Dominio di Esplorazione e Scienza, Thales Alenia Space; Raffaele Mugnuolo, responsabile Ufficio Esplorazione e Infrastrutture Orbitanti, ASI; Serena Pezzilli, ufficio Volo Umano e Sperimentazione Scientifica, ASI; Simone Pirrotta, ufficio Esplorazione e Infrastrutture Orbitanti, ASI; Paola Verde, Colonnello Medico Sperimentatore di Volo, Comando Logistico, Aeronautica Militare.
Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori iniziative, tra cui la mostra “Space Habitat. Immaginario, design, tecnologie”, in programma a dicembre presso Palazzo Piacentini.